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Il Barefooting e la rilevanza della punta

Per il Barefooting, il piede è un raffinato esempio di design biomeccanico che addirittura per un ingegnere sarebbe difficile poter riprodurre. La forma allungata del piede ci consente di camminare e correre, mentre la sua leggera curvatura, permette di assorbire anche i piccoli impatti con il suolo. Se manca una corretta sospensione del piede, ogni contatto con il terreno sarebbe avvertito come una piccola scarica elettrica che si diffonde dai piedi fino alla testa. Questo succede quando la zona del piede che per prima entra in contatto con il terreno, è il tallone. Ecco perchè è preferibile che il piede, quando avviene l'impatto con il suolo, venga assimilato lateralmente o dalla punta del piede. Comunque, questo specifico tipo di "ammortizzatore naturale" funziona solo se non ci sono problemi a livello muscolare. Nel caso di problemi muscolari, il piede non è più in grado di conservare la corretta curvatura e tenderà ad appiattirsi e ad allargarsi. Camminare a piedi nudi (Barefooting), non solo rafforza la muscolatura, ma necessita  che i piedi hanno un proprio equilibrio e per fare questo è necessario un allenamento continuo che obbliga tutta la muscolatura a tenersi in esercizio. Il piede viene esposto a una continua tensione muscolare, che permette al collo del piede di sviluppare in maniera proporzionata la sua funzione "sospensione naturale". Un giusto funzionamento del collo del piede aiuta a garantire la corretta postura delle gambe, attenuando il lavoro dei fianchi. In questa metodologia la schiena prende una giusta postura e sia il collo del piede che le spalle possono rilassarsi.  

Consigli utili per il Barefooting

Pensare che ogni passo fatto con i piedi nudi potrebbe essere doloroso, nessuno mai inizierebbe il Barefooting, o se lo farà vivrà sempre una continua tensione. Il consiglio è di cominciare tranquillamente in casa, poi in spiaggia e in maniera graduale si passa a camminare, con maggiore impegno, senza scarpe, in un parco o in un giardino ed infine, in un bosco. Il meglio del Barefooting si ha quando l'erba è ancora bagnata dalla rugiada del mattino, per questo è fondamentale alzarsi presto. Successivamente, basterà asciugare i piedi e coprirli con dei calzini caldi.

A piede libero....Barefooting

Il Barefooting è un'attività adatta a tutti, senza limiti di età, l'importante, per coloro che non sono abituati, necessita di un approccio graduale. Si inizia nei mesi estivi, poi con il passare del tempo si riuscirà a camminare a piedi nudi anche nei mesi invernali. Camminare scalzi aiuta tutto il corpo anche dopo che la pianta del piede si sarà abituata e irrobustita, è possibile sperimentare anche superfici sempre più impegnative, passando dalla sabbia, l'erba, la terra e la roccia. In questa disciplina i piedi hanno un ruolo importante per il nostro benessere fisico. Recenti studi effettuati da un gruppo di scienziati americani, in base a una ricerca fatta, hanno voluto capire se l'utilizzo di scarpe da ginnastica poteva portare a dei risultati migliori rispetto al Barefooting. Il risultato della ricerca è stato impressionante: i 68 corridori monitorati, hanno indicato uno stress minore a livello di piedi e ginocchia, quando i loro allenamenti venivano effettuati a piedi nudi! I vantaggi che si hanno quando si cammina a piedi nudi, sono il sostegno ai dischi intervertebrali e a tutta la spina dorsale. Per le donne ci sarà una netta diminuzione delle vene varicose e la stimolazione della circolazione sanguigna. Per coloro che soffrono frequentemente di malattie da raffreddamento, il contatto del piede con superfici fresche è in grado di allenare il corpo alla produzione di calore, aumentando le difese immunitarie. Inoltre, la cattiva salute del piede può essere il fattore di alcune patologie come le cardiopatie e le malattie dell'apparato digerente.

Il Barefooting

E' una pratica nata in Nuova Zelanda che oggi si sta divulgando anche nel nostro Paese. C'è chi ricorda l'indimenticabili foto di Abebe Bikila, etiope medaglia d'oro a Roma nel 1960, che vinse la maratona senza scarpe. Qualcun altro ricorda "il ragazzo di Calabria", storia di un piccolo campioncino di mezzofondo che si allenava a piedi nudi. Andare in giro scalzi per le campagne, un tempo, era effettivamente un'abitudine non solo per gli aborigeni australiani ma anche per i ragazzini poveri senza scarpe, fino agli Anni Cinquanta. Oggi andare a piedi nudi è considerata una pratica di benessere e in Italia si chiama "gimnopodista". La disciplina che riunisce i suoi appassionati alla camminata scalza, si chiama "Barefooting" (letteralmente significa: camminata nuda) ed è stata riscoperta in Nuova Zelanda per poi giungere velocemente negli Stati Uniti divulgandosi con il passare del tempo anche in Europa, Italia compresa. E' considerata una vera filosofia di vita, più che una disciplina e richiama quelle persone che amano vivere, camminare o correre a piedi scalzi, impossessandosi degli spazi naturali e delle sensazioni che potrebbero trasmettere al corpo, il contatto diretto con il terreno.  

Sogni

Da molti secoli e in tutte le culture, l'attività onirica ha suscitato molto interesse e molte domande, alcune delle quali ancora oggi rimangono senza una risposta. Questo succede perchè a dispetto di quanto poco ricordiamo dopo aver sognato, è stato calcolato che, normalmente sognare, occupa circa sei anni del tempo di vita di ciascuno. Anche i ricercatori non hanno compreso fino in fondo lo scopo e i meccanismi dei sogni, ci fa capire che essa, è un'attività celebrale assai complicata. Ci sono molte cliniche dove praticano la terapia del sonno continuo, oggetto di studio e di ricerca, al fine di conoscere meglio la funzione del sogno. 

Il Sole...ormone della felicità

Non è necessario essere metereopatici (avere l'umore in base al bel tempo e viceversa) per gioire dei benefici procurati da una bella giornata di sole! Succede questo, perchè la luce e il calore agiscono sul nostro umore e ci preparano all'allegria e alla positività: i raggi ultravioletti UV stimolano il rilascio di serotonina e di melatonina che agiscono sull'umore e sul sonno. Ecco spiegato il motivo per la quale dopo una esposizione prolungata al sole, si avverte una situazione di ritrovato benessere generale e una sensazione completa di euforia.

Vandana Shiva

Ecologista, attivista, scienziata e filosofa, Vandana Shiva è una delle più prestigiose voci mondiali in difesa della natura e della sua biodiversità. Nativa dell'India, si è laureata in fisica quantistica presso l'Università di Western Ontario, Canada. Tornata nella sua terra l'Himalaya, dopo gli studi, ha visto la trasformazione e l'impoverità subita dai progetti internazionali sostenuti dalla Banca mondiale e ha deciso di dedicare tutta se stessa, alla battaglia per la salvaguardia della sua terra e del pianeta. Al forum del Biologico di Expo 2015 a Milano, l'ecologista indiana ha presentato il "Manifesto Terra Viva", nella quale si sottolinea l'importanza dell'agricoltura biologica nel mondo, restituendo fertilità ai suoli, accumulando i gas serra che minano le possibilità di sopravvivenza delle nostre culture e della stessa umanità. Vandana Shiva ci ricorda che biologico significa biodiversità delle colture e dei semi, uno scrigno di opportunità per far fronte al cambiamento climatico globale, il lavoro nelle campagne e il lavoro creativo per i giovani.   

Ti abbuffi?

Mangiare in eccesso è sbagliato. Spesso dietro questa folle abitudine si nascondono: ansia, depressione e volubilità emotiva. Aprire il frigo a notte fonda, mangiare in continuazione snack e salatini....questa è la fame nervosa, cioè l'istinto di prendere cibo, pur non avendo fame, e di mangiare oltre il limite della sazietà. Questo viene definito un disturbo alimentare dovuto a molte cause, ma quella più comune è di origine psicologica perchè è il cervello che ti ordina di mangiare, la maggior parte delle volte per compensare mancanze di altro origine o a combattere i stimoli ambientali. Diventa una droga! Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che una serie di combinazioni alimentari di zuccheri e grassi spingono il nostro organismo a produrre la dopamina, la quale da una sensazione di benessere nel momento stesso in cui si mangia, attenuando lo stress o le emozioni. Una delle cause della fame nervosa equivalgono ad una disfunzione dell'ipotalamo (sede dei centri superiori del sistema nervoso vegetativo che controllano anche l'appetito), la parte del cervello che regolarizza il senso di sazietà dopo aver mangiato in relazione al livello dell'indice glicemico. Nei casi meno gravi di fame nervosa si può ricorrere ai rimedi omeopatici e ai prodotti naturali, come ad esempio: il citrus aurantium e la rodiola rossa. Anche il tiglio, la melissa e l'angelica attenuano gli stati di ansia.  

Ridere

Si è sempre saputo che una risata apre il cuore ed è la chiave giusta per allargare le porte dell'anima. In base ad uno studio realizzato da Alan Gray dell'Università College di Londra e pubblicato sulla rivista Human Nature, fare una risata facilita la voglia di raccontare ad altri i fatti intimi della propria vita, rafforzando così i legami interpersonali. Per l'esperimento, sono stati chiamati 112 studenti di Harvard che non si conoscevano tra di loro. Prima di farli legare ad un gruppo, gli è stato proiettato uno show televisivo comico, mentre agli altri no. Il primo gruppo (quelli che avevano visionato lo show) hanno dimostrato una maggiore attitudine ad aprirsi. Secondo il pensiero di Gray, questo esperimento non è dovuto solo alla partecipazione di un momento positivo, ma anche al fatto che una sana e spontanea risata aiuta il rilascio di endorfine (ormone della felicità) e questo facilità una sensazione di serenità che favorisce il dialogo. Anche la visione di un film comico potrebbe essere la soluzione.

Prenditi i tuoi spazi

Un'eccellente perfezionista vuole sempre essere perfetta agli occhi degli altri e apprezzata per i suoi modi fare. Accresce una dipendenza dal giudizio altrui, di cui però non è cosciente e per nasconderla utilizza la maschera della "crocerossina". Si persuade di non essere lei ad aver bisogno degli altri, ma gli altri ad aver bisogno di lei. Nella sua mentalità si convince di essere buona e perfetta con tutti e di aiutarli. Alcune volte ci sarai cascata anche tu! La ricerca del perfezionismo sul piano relazionale ha queste ripercussioni. Ci sentiamo insoddisfatti senza sapere e capire il motivo. Prendiamo l'energia non da quello che facciamo, ma solo dai consensi positivi che riceviamo e se non c'è nessuno che ci guarda, non siamo propensi all'azione. Recuperiamo i nostri spazi! Buttiamo via la maschera dell'aiutante perfetta e preoccupiamoci del nostro benessere perchè chi ci vuole bene davvero, capisce! Sentiamoci liberi di dire "NO" se non si vuole aiutare qualcuno, la prossima volta in cui aiuteremo qualcuno, lo faremo con il cuore e non più per ricevere i ringraziamenti.