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Il Barefooting e la rilevanza della punta

Per il Barefooting, il piede è un raffinato esempio di design biomeccanico che addirittura per un ingegnere sarebbe difficile poter riprodurre. La forma allungata del piede ci consente di camminare e correre, mentre la sua leggera curvatura, permette di assorbire anche i piccoli impatti con il suolo. Se manca una corretta sospensione del piede, ogni contatto con il terreno sarebbe avvertito come una piccola scarica elettrica che si diffonde dai piedi fino alla testa. Questo succede quando la zona del piede che per prima entra in contatto con il terreno, è il tallone. Ecco perchè è preferibile che il piede, quando avviene l'impatto con il suolo, venga assimilato lateralmente o dalla punta del piede. Comunque, questo specifico tipo di "ammortizzatore naturale" funziona solo se non ci sono problemi a livello muscolare. Nel caso di problemi muscolari, il piede non è più in grado di conservare la corretta curvatura e tenderà ad appiattirsi e ad allargarsi. Camminare a piedi nudi (Barefooting), non solo rafforza la muscolatura, ma necessita  che i piedi hanno un proprio equilibrio e per fare questo è necessario un allenamento continuo che obbliga tutta la muscolatura a tenersi in esercizio. Il piede viene esposto a una continua tensione muscolare, che permette al collo del piede di sviluppare in maniera proporzionata la sua funzione "sospensione naturale". Un giusto funzionamento del collo del piede aiuta a garantire la corretta postura delle gambe, attenuando il lavoro dei fianchi. In questa metodologia la schiena prende una giusta postura e sia il collo del piede che le spalle possono rilassarsi.  

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