Traduttore

"Se fossi una stella
mi metterei davanti alla finestra
per contemplarti, sognando la
libertà, la pace, la diversità e l'amore."

L'energia vitale interiore che da colore al nostro aspetto

Molte volte, restiamo ammirati di fronte a persone che, pur non potendo essere belle esteticamente, ci trasmettono una sensazione di grazia e armonia. Questo succede quando traspare all'esterno una qualità della bellezza vitale interiore che, non ha nulla in comune con i criteri di bellezza fisica. Le qualità che rimangono impresse possono essere, ad esempio la profondità di uno sguardo, l'eleganza dei movimenti e la luminosità fisica interiore. La natura di ognuno di noi si riversa all'esterno andando a caratterizzare la maniera in cui noi appariamo e in quello che trasmettiamo agli altri. In questo sta la nostra vera bellezza, assai diversa dalla valutazione degli altri su di noi, a livello puramente estetico. E' la qualità della nostra energia vitale interiore che definisce e colora la nostra figura esterna.

La bellezza e i suoi principi soggettivi

L'aspetto evidente di ciò che definiamo bello, tocca condizioni a livello percettivo, psicologico, emotivo e spirituale. Quando si parla di bellezza, solo in riferimento ad astratti concetti estetici, è molto riduttivo. Sarebbe un'impresa ardua definire ciò che ci piace, perchè la nostra sensazione è condizionata da molti fattori: i nostri valori, le nostre aspettative, le nostre suggestioni educative, culturali ed emozionali. Capita a tutti, durante una giornata cosiddetta "storta", di vedere tutto quello che ci appare, in maniera sgradevole. Quindi, dobbiamo riconoscere, quello che ci piace, è dipeso fortemente dai nostri stati d'animo interni e quando ammiriamo un qualcosa di bello, ad esempio un dipinto, può far vibrare in profondità, il nostro essere e influenzare il nostro umore. 

La bellezza

La bellezza è una garanzia della possibile corrispondenza tra l'anima e la natura infatti, non è solo un tema che riguarda l'estetica ma sull'idea di bellezza, si potrebbero dire moltissime cose. Cos'è veramente la bellezza? E' pur vero che gli occhi grandi sono piacenti, lo stesso discorso non vale per un naso troppo pronunciato. Altrettanto parziale è la teoria secondo la quale, è la simmetria (equilibrio) a contribuire alla conoscenza della bellezza. A questo principio, sfugge l'irresistibile fascino che esercitano piccole disarmonie come il famoso "strabismo di Venere". Il buonsenso popolare ci riporta a valutare da una parte, la personalità del giudizio estetico e dall'altra la necessità di non fermarsi a un giudizio superficiale e frettoloso. Ne sono simbolo i detti: "Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace" oppure "La bellezza è negli occhi di chi guarda". 

La Galanga e la circolazione sanguigna

Il sistema circolatorio e linfatico, spesso si appesantisce di tossine che vengono poi divise nel tessuto connettivo, dove si accumulano. Fra le conseguenze di questo sviluppo, ci sono i dolori articolari, i dolori migranti, gli spasmi muscolari. Anche in questo caso la Galanga è un ottimo rimedio per curare questo tipo di patologia perchè è in grado di combattere i processi infiammatori derivati da una acidificazione, ossia da una intossicazione graduale del tessuto connettivo e del sistema articolare, dimostrando di agire sia sulla causa del dolore (alterazione dello sviluppo digestivo), sia sull'effetto, ossia sull'infiammazione. L'utilizzo della pianta della Galanga è importante per mantenere il benessere del sistema circolatorio e del cuore perchè ha lo scopo di migliorare la circolazione e favorire l'ossigenazione del cuore (in particolare per l'effetto spasmolitico e per l'azione indiretta con esito positivo e per lo svolgimento delle funzioni emuntorie (eliminazione dei prodotti di rifiuto dall'organismo).

La Galanga e la Fitoterapia Moderna

La Fitoterapia Moderna conferma l'uso della galanga come rimedio antispasmodico in grado di prevenire e diminuire il dolore "crampiforme" collocato nella zona gastrica. La galanga è una pianta che svolge un'azione stomachica, aiutando l'eliminazione dei gas che si possono formare nel tratto enterico. Esiti benefici a livello intestinale, sono almeno in parte giustificati dall'effetto antibatterico che la galanga è in grado di fare. Recenti studi hanno evidenziato la presenza, nel fitocomplesso della galanga, dei diarileptanoidi, molecole che si sono mostrate efficaci nel togliere l'infiammazione causata da ceppi enteropatogeni di Escherichia Coli e Helicobacter pylori. Successivi studi hanno dimostrato come i principi attivi estratti dal rizoma (radice e fusto della pianta) della galanga, possano fermare la crescita e lo sviluppo di batteri come lo Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pneumoniae. L'azione antinfiammatoria è da attribuire alla galangina. Alcuni studi preclinici hanno dimostrato la sua efficacia anche contro l'artrite e le malattie reumatiche, perchè agisce diminuendo il dolore, l'infiammazione e l'edema. 

La Galanga

E' una pianta efficace contro gli spasmi gastrointestinali, la galanga è in grado di favorire il benessere psicofisico per eccellenza infatti, nel sistema medico antico su cui si basava la medicina ildegardiana, si riconosceva allo stomaco una parte centrale nel raggiungimento e nel mantenimento di uno stato di salute ottimale. Nello stomaco, viene creata la flemma (uno dei quattro umori) e il chilo alla base della formazione degli altri tre umori corporei (bile gialla, bile nera, sangue) dalla quale l'equilibrio dipende lo stato di salute di ogni persona. Al contrario, uno squilibrio di questi umori, sia quello qualitativo, sia quello quantitativo porta alla malattia. Per eseguire la sua parte, lo stomaco ha bisogno di continuo calore, un calore moderato adeguato allo sviluppo di "cozione - digestione" in cui vengono sottoposte le sostanze nutritive ingerite con l'alimentazione. Ildegarda ha messo, come ingrediente, la galanga perchè con il suo calore, aiuta a sciogliere i muchi e con l'effetto spasmolitico, contrasta il senso di oppressione al petto. 

Somatic Experiencing e il cambiamento delle reazioni

Il trauma è, una delle più ripetute cause di sofferenza. Molto spesso, perchè è sottovalutato o non riconosciuto, non viene preso in seria considerazione nei periodi di cura. E' possibile che il paziente potrebbe obiettare che, quando una esperienza è stata fatta, non ha più senso "lavorarci ancora". Questo è un concetto del tutto sbagliato perchè non è la natura o il ricordo dell'esperienza a poter essere cambiato, ma la nostra maniera di guardare e di reagire ad esso. Una forte esperienza dolorosa non esaminata può assolutamente trasformarsi in un disturbo psichico importante chiamato: il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS). Il soggetto, a distanza di un mese dal trauma, prova ricordi spiacevoli e ricorrenti, meccanismo di difesa degli stimoli associati al trauma, l'iperattivazione, l'irritabilità e la difficoltà di concentrazione e del sonno. La probabilità, nel presente, di riuscire a far fronte, in maniera diversa, allo stato di attivazione creato dall'evento critico, può modificare parecchio la qualità della vita di un soggetto, donandole serenità, senso di padronanza e di efficienza personale.

Peter Levine

Attraverso l'osservazione degli animali in natura che il dr. Peter Levine, fondatore di Somatic Experiencing, ha capito come il trauma fosse legato alla risposta di congelamento e alla mancata scarica della grande energia attivata, in risposta ad un trauma. Nel trascorrere della sua vita, per più di quarantanni, il dr. Peter Levine si è occupato degli effetti dello stress sul sistema nervoso e sul corpo umano, arrivando a progettare un sistema efficace e scientificamente fondato, esito della sua enorme esperienza e dello studio multidisciplinare di biologia, psicologia, etologia e neuroscienze. A livello biologico, dice il dr. Peter Levine, quello che conta è la sopravvivenza, indipendentemente da come la si raggiunga. Se, ne la lotta, ne la fuga sono in grado di garantirla, arrivano lo shock, l'immobilità, la dissociazione. La tecnica da lui progettata, si occupa proprio di liberare e ricolloca i livelli di energia e i vissuti rimasti bloccati, in maniera progressiva e sicura.

Somatic Experiencing e il suo funzionamento

Praticamente il lavoro con la tecnica Somatic Experiencing, prevede l'intervento di un facilitatore (professionista del settore) che, all'interno di un ambiente relazionale, accogliente, sicuro ed empatico, guidi il paziente che ha il compito di riconoscere, ascoltare, seguire le tracce delle sue sensazioni fisiche. Il facilitatore lo aiuterà a scongelare in maniera graduale e a facilitare la scarica delle risposte fisiche rimaste bloccate nella propria mente. Il principale obiettivo di ogni sessione di lavoro è quello di allenare il paziente a contattare, contenere ed elaborare, piccole parti dell'esperienza traumatica che si porta dentro da troppo tempo. In questo modo, il paziente avrà la possibilità di rinforzare le sue risorse, senza ricadere in una nuova traumatizzazione e potenzierà le presenti capacità di autoguarigione del suo sistema nervoso. Quello che succede praticando il Somatic Experiencing al paziente, che passo dopo passo, acquisirà gradualmente e delicatamente, una maggiore capacità di sentire, di tollerare le proprie reazioni, rispetto alle situazioni critiche. Egli, acquisirà il maggiore senso di efficacia e di integrità.

Somatic Experiencing

Generalmente, quando si pensa ad un trauma, la mente recupera immagini di eventi, decisamente drammatici come ad esempio: un incidente stradale, un'aggressione o la perdita dolorosa di una persona cara e nella maggior parte dei casi, non vanno via facilmente. Ciò nonostante, possono formare esperienze traumatiche anche episodi o situazioni di vita considerati normalmente "comuni". Quello che caratterizza la drammaticità e il potenziale scioccante di un evento, infatti, non è l'evento stesso, ma dipende da come viene percepito e dalla capacità della nostra disposizione psicofisica di quel momento. Ciò che può turbare profondamente un soggetto di una certa cultura, ad esempio può lasciare indifferente un'altra persona che appartiene ad un ceto culturale diverso. Quello che fa la differenza è il bagaglio di potenzialità e di risposte che un soggetto ha, a sua disposizione, per far fronte a quello che accade, nel momento in cui accade. Il Somatic Experiencing è un efficace metodo di lavoro psico-fisiologico adatto, per il trattamento e la prevenzione dei traumi in tempi brevi.  

Pranopratica

Considerata la madre di tutte le tecniche energetiche, la Pranopratica da sempre è stata usata dall'uomo come un rimedio immediato per la cura di varie patologie fisiche. La più antica spiegazione dell'energia vitale; arriva dall'India e fa riferimento ad alcuni millenni prima di Cristo; è una tecnica non lesiva e non invasiva ed è adatta per ristabilire l'omeostasi (capacità degli organismi viventi di mantenere un equilibrio interno) che rappresenta l'equilibrio funzionale e vitale del nostro organismo. La Pranopratica è una delle tante discipline bionaturali che hanno come scopo, il mantenimento del recupero della vitalità e lo stato di benessere psicofisico del soggetto, per mezzo della reinformazione del campo bioenergetico o bioelettromagnetico. Un esempio di seduta di Pranopratica: l'operatore olistico mette le mani ad una distanza di 10 centimetri dal corpo del paziente, lavorando senza nessun contatto fisico. Non è una disciplina medica o paramedica ma, un ottimo supporto sinergico che aiuta a togliere lo squilibrio energetico e lo stress.

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