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Tecnica di Libertà Emotiva - EFT

Le "interruzioni" del flusso energetico sono chiamate in EFT Inversioni Energetiche (IE) e si possono provocare da moltissimi fattori: conflitti inconsci, credenze e convinzioni limitanti, vantaggi secondari collegati al restare di un sintomo (ad esempio la paura di uscire fa si che noi dobbiamo essere sempre accompagnati da qualcuno per non sentirsi soli). La possibilità di successo di EFT sta proprio nell'abilità di individuare l'Inversione Energetica per neutralizzarla. Più si riesce a circoscrivere, puntualizzare e specificare il problema, più facilmente verrà neutralizzato. EFT è stata diffusa a partire negli anni Novanta del secolo scorso da Gary Craig, un esperto di PNL (Programmazione Neuro Linguistica) che sviluppa il sistema di uno psicoterapeuta californiano, il dottor Callahan. Egli usava il picchiettamento con i polpastrelli delle mani su alcuni punti lungo i meridiani dell'agopuntura, al fine di ottenere un efficace e rapido sollievo dai disagi emotivi. Il concetto alla base di questo approccio è che il corpo sano sia un campo energetico fluente, e ogni blocco nel libero scorrere dell'energia si esprime in un disagio psicofisico. Craig semplificò le tecniche apprese, divulgando un approccio praticabile da tutti: pensando al proprio problema, e rimanendo sintonizzati su di esso, sono stimolati certi punti lungo i meridiani per sciogliere i blocchi energetici alla base del disagio. 

L'Antroposofica e le tre tipologie di luce

Il Ferro meteorico, il Fosforo ed il Quarzo hanno un particolare rapporto con la luce: il Ferro nasce da sostanza stellare rilucente, il Quarzo interagisce con la luce "qui e ora" mentre il Fosforo ha una luce trattenuta. Si hanno, quindi, anche tre aspetti temporali: la luce del Ferro ha rapporto con il passato, il Fosforo si proietta nel futuro e il Quarzo vive con la luce nel presente, quando la luce c'è. A questo punto diciamo che:
  • Il Ferro meteorico è un'immagine del primo incarnarsi di un essere spirituale nel fisico, nell'essere terrestre. Dal mondo spirituale si diventa terrestri: la luce viene legata.
  • Nel Fosforo si libera una luce interiore, per lo più su un piano di coscienza. Nasce una vita cosciente della cultura: questo è il compito dell'uomo per il futuro. 
  • Il Quarzo è il vaso che dà forma, inerzia e struttura trasparente alla luce, il recipiente per la quale le forze del passato e del futuro si muovono in continua attività.
Perciò, Ferro meteorico, Fosforo e Quarzo sono l'archetipo dell'uomo sano che, incarnandosi da una vita prenatale in un corpo coerente in sè, diventa libero grazie a una luce graduale e dominata. 

Curare l'influenza con l'Antroposofia

L'Antroposofia, filosofia medica sempre più divulgata può essere praticata anche per curare l'influenza. Facciamo un esempio del metodo antroposofico in medicina: bisogna riportare equilibrio tra il corpo fisico, eterico, astrale e l'io. L'influenza è una malattia che coinvolge l'essere umano nella sua totalità, ossia su tutti e tre i sistemi funzionali. Essa altera l'equilibrio, mantenuto dall'io, e l'unità dei tre sistemi funzionali. C'è una separazione fra il Corpo fisico e il Corpo astrale che l'io non è in grado di riequilibrare. In questi casi, cosa si deve fare? Dal punto di vista terapeutico dobbiamo  aiutare l'io ad incarnarsi profondamente nell'organismo, ossia a riorganizzare l'equilibrio perduto. Ci sono tre metalli che secondo la concezione antroposofica sono adatti a questo scopo: il Ferro meteorico, il Fosforo e il Quarzo. 
  • FERRO METEORICO - è un metallo siderale, cosmico. Dal punto di vista terapeutico da una mano all'io ad incarnarsi profondamente nell'organismo. Quindi aiuta ad organizzarsi e riorganizzare l'equilibrio perduto. 
  • FOSFORO - ricco di calore e luce che si mette a disposizione dell'io. Nel sistema metabolico egli rafforza l'inserimento dell'organizzazione dell'io diminuendo gli sviluppi infiammatori. Nel sistema dei nervi e dei sensi, produce il distacco dell'attività dell'io e del Corpo astrale dalla base fisica specificando una chiara consapevolezza di se. 
  • QUARZO - è, secondo Rudolf Steiner, il portatore dell'organizzazione dell'io, che agisce nel corpo fisico per mezzo della mediazione del calore ovvero energia "libera", che può servire da base per l'attività neurosensoriale, ossia per l'attività senziente e di coscienza. Il preparato, venduto sotto forma di globuli, si configura come una sostanza ordinatrice che rafforza l'organizzazione dell'io da utilizzare sia come profilassi, sia come terapia della sindrome influenzale.
  

Paramhansa Yogananda

Nato nel 1893, ha vissuto fino a 28 anni nel suo paese natale, l'India, nella regione del Bengala. Paramhansa Yogananda fin da bambino è stato discepolo di un grande maestro dello Yoga dei suoi tempi (Sri Yukteswar). Si laurea all'università di Calcutta e riceve il titolo di Swami, ossia di Maestro o insegnante spirituale. Nel suo libro, il best-seller Autobiografia di uno Yogi, racconta la sua realtà, le scoperte e gli incontri decisivi. Negli anni Venti si trasferisce negli Stati Uniti dove, a quei tempi, lo Yoga era una disciplina sconosciuta. Tenne conferenze e lezioni di fronte a migliaia di persone, diventando uno dei più seguiti insegnanti spirituali dell'epoca. Ha sempre sostenuto che non veniva per portare una "nuova religione" ma una scienza pratica per congiungersi col Sè superiore. Di fatto, ha diffuso a tutti il Kriya Yoga, una dottrina segreta dello Yoga classico, fino a quel tempo riservata a pochi iniziati (e solo in India). Si racconta, che anche il Mahatma Gandhi l'abbia chiamato per saperne di più. 

Il corpo fisico e i tre elementi nella Medicina Antroposofica

Nel ramo della medicina antroposofica vengono utilizzati tutti i procedimenti e i vari strumenti della medicina convenzionale adatti per una giusta e precisa analisi degli aspetti fisici dell'uomo. Con tutto ciò, oltre all'aspetto particolarmente fisico-materiale, l'antroposofia esamina e fa suoi altri tre aspetti chiamati "elementi costitutivi". In poche parole la figura fisico-materiale-il corpo fisico non è in grado da solo di spiegare la vita, concepita come una continua "lotta" contro gli sviluppi puramente fisico-chimici. Nel dettaglio, se ci concentriamo a guardare il mondo vegetale possiamo meglio comprendere il significato di questa lotta: quando un minerale (dimensione fisico-materiale) è soggetto alla legge di gravità e quindi tende a cadere, la pianta, al contrario, cresce in opposizione a tale legge. Ad esempio la linfa della pianta sale su lungo il fusto. Tutto questo implica l'entrata in gioco di forze considerevoli. Esse non agiscono in maniera indifferente sulle sostanze, ma danno loro proprietà e organizzazione secondo un piano prestabilito, proprio di ciascuna specie. Queste forze, senza di loro non ci sarebbe la vita, sono le forze eteriche che formano una specie di secondo corpo, il corpo eterico intimamente unito al corpo fisico. Ma questo non basta per comprendere completamente la complessità dell'essere umano. Il secondo elemento è il corpo astrale, informazione comune che certi vissuti spesso si rappresentano anche a livello fisico: ad esempio la paura e la vergogna possono provocare palpitazioni cardiache o manifestarsi con il rossore o il pallore del viso. Si chiama la dimensione psichica, che l'antroposofia definisce corpo astrale dell'uomo, intendendo come "corpo" un campo di forze che si manifestano come sentimenti e impulsi volitivi. Ma per fondare una completa conoscenza dell'uomo bisogna riconoscere l'importanza dell'anima, come una realtà in qualche modo autonoma che si aggiunge a quella puramente fisico-corporea. L'uomo, è un essere dotato di autocoscienza e autodeterminazione. Ha la possibilità di affermare se stesso come un'individualità che si confronta con il mondo sviluppando un'attività conoscitiva e agendo in maniera responsabile. Tali facoltà si costruiscono su un nucleo spirituale essenziale: l'io!