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Intelligenza Emotiva: la bussola per navigare il mondo delle emozioni

  L'intelligenza emotiva (IE) è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri . Si tratta di una competenza fondamentale per vivere una vita felice e appagante, in quanto ci permette di: Costruire relazioni positive: L'intelligenza emotiva ci permette di comunicare in modo efficace, risolvere conflitti con assertività ed empatia, e costruire relazioni sane e durature con le persone che ci circondano. Raggiungere i propri obiettivi: Sapere gestire le proprie emozioni ci permette di rimanere concentrati, motivati e perseveranti nel perseguimento dei nostri obiettivi. Affrontare lo stress: L'intelligenza emotiva ci fornisce gli strumenti per gestire lo stress in modo efficace e prevenire il burnout. Migliorare il benessere mentale: Comprendere e gestire le nostre emozioni ci aiuta a vivere con maggiore serenità, felicità e appagamento. Come sviluppare l'intelligenza emotiva? Esistono diverse strategie che possiamo ...

Meditazione Vipassana e la sua nascita

Nativa dell'India e conosciuta come una tecnica spirituale, la Meditazione Vipassana nel suo inizio, non faceva nessun riferimento a qualsiasi tipo di religione o in particolare, ad ogni criterio filosofico del periodo in corso. La discendenza della Meditazione Vipassana risale all'epoca del Buddhismo, ma "Gaudama Buddha - monaco buddhista, fondatore del Buddhismo" è stato il primo a scoprirla e a farla conoscere più di 2500 anni fa, la Meditazione Vipassana veniva utilizzata per risolvere i problemi di sofferenza spirituale.

Meditazione Vipassana e il suo significato

Il termine "Vipassana" è di origine Pali - Antica lingua medio - indiana, è stata la lingua dei libri buddhisti di base che letteralmente significa: "vedere in profondità"oppure "guardare le cose così come sono nella concretezza e non come si mostrano. La parola Vipassana, si scrive con davanti il prefisso "Vi" che significa "In uno stile speciale" e la radice "Passana" che nasce dal verbo "Pali - guardare". La meditazione Vipassana, ci comunica, in generale, una dei due gruppi primari del buddhismo theravada (scuola del buddhismo) che si pratica a ogni figura di meditazione buddhista avviata a cercare e capire le "Tre Caratteristiche" che formano la presenza di "dukkha - sofferenza e scontentezza", "anicca - incertezza e il non durare delle cose" e "anatta - il non concreto, la fragilità dell'io".

Meditazione Vipassana

Tecnica di meditazione utilizzata dal buddhismo theravada (antico modello di buddhismo reale, fondato sui scritti messi insieme nel Canone Pali - collezione di testi canonici buddhisti). La Vipassana è una meditazione molto semplice che la può praticare anche un bambino, perchè la sua mente limpida e innocente, non contiene tutte le scorie che un adulto ha con la vita che conduce. L'obiettivo della meditazione Samatha - termine che significa pace, è quello di sostenere la concentrazione giusta per cedere l'impegno della mente, totalmente alla meditazione. La Vipassana è il cammino seguente, cioè raggiunge il vero animo della mente, smonta le fasulle certezze, consolidando i sentimenti positivi, la gioia, l'amore, la serenità e la comprensione. La meditazione Samatha, si usa per annullare le viziosità più grosse, mentre la meditazione Vipassana, aiuta ad eliminare le viziosità più piccole (dette sankhàra), formate dalle attività passate o da quelle presenti.

Il Mandala e la lettura del dipinto

Alla fine di ogni opera, il maestro va incontro all'allievo e si avvicina al dipinto finito, l'osserva e inizia ad avvertire una vibrazione completa. Interpretare il colore nel Mandala è la ricerca del principio interiore, l'osservazione di Almaas e di Faisal è una delle più intense tecniche, ma non si è mai valutato se include tutti i colori usati e osservati. Per avere una giusta interpretazione, spesso si favorisce la visione dell'Aura - Soma che abbraccia la maggior parte dei colori e analizza la differente vibrazione di ogni singolo colore, in legame all'allievo che ha composto il disegno del Mandala. Nella tecnica di lettura del Mandala, si prende in esame anche il sistema di come viene applicato il colore, all'interno della figura che compone il dipinto, la profondità, la consistenza ed infine la tecnica della pennellata. Sono tutti aggettivi che indicano il carattere dell'allievo che ha fatto il lavoro, è anche la strada di ciascuna persona che ha u...

Scegliamo un colore per il Mandala

Nella realizzazione del Mandala, non esiste una scelta di un particolare colore. Alcuni, sono più espressivi degli altri. Quando, colui che inizia il progetto per fare il Mandala, sceglie un qualsiasi colore in quell'istante, crede sia quello giusto; perchè il colore stesso, gli rivela le sue inerenti caratteristiche della sua personalità. Per fare un esempio, diciamo che se per iniziare il lavoro del Mandala, si usa il colore rosa e verde, la scelta del colore è collegata all'entità del proprio carattere che aiuta lo scorrere della pittura, portando un senso di rilassamento. Invece, se si inizia il lavoro con il colore giallo, questo indica, che la personalità del soggetto interessato, vuole conoscere qualcosa di nuovo e con molta cautela, usa la punta del pennello per non sbagliare la figura. Nella tecnica del Mandala, il colore giallo, di solito non viene aggiunto per il semplice fatto che non da le giuste vibrazioni interiori.

Il Mandala e la meditazione

Vivere nel presente in base a quello che si ha, senza pensare a quello che può succedere. Il Mandala è  meditazione, attraverso le forme e i colori si forma il tempo al passaggio della creatività allo stato meditativo nella maestria d'interpretare se stessi, tramite figure e colori non imposti da un'eleganza tradizionale, ma espressivi nei differenti livelli di carattere e nella ricca variazione di se stessi. Coloro che si avvicinano alla conoscenza del Mandala, oltre a voler dipingere, hanno la volontà di voler scoprire loro stessi. Nella creazione del Mandala, il silenzio non viene imposto, ma nasce spontaneo e in pochissimo tempo si nota come i partecipanti oltre ad essere vivi, vengono inghiottiti da quello che stanno realizzando e in questo caso, si rendono conto di cosa stia succedendo.

Emozioni

I Fari, oggi non si utilizzano più perchè ci sono i GPS (Sistema-Posizionamento-Globale). Ma cosa centrano i Fari con le nostre emozioni? Perchè osservare un Faro può farci fantasticare, dandoci la sensazione di essere i naviganti perduti nei bellissimi mari. Il Faro, invia una percezione di alta difesa, sicurezza e potenza, lotta contro l'energia della natura (onde del mare), nello scuro della notte. Osservare la sagoma circolare del Faro, ci da la sensazione di protezione, dalle inconcepibilità enigmatiche del mare: cioè le nostre emozioni e l'immagine della sua luce, sono una posizione fissa che ci danno la sensazione di essere in balia delle agitazioni nella nostra vita, compromessa dal rischio e dall'angoscia di smarrirci nelle emozioni. L'immagine del Faro, ci comunica che non siamo soli ma la posizione di luce che egli produce, ci consente di avere l'energia spirituale, decisa a darci sollievo e tendenza nelle complicazioni della stessa vita.