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Liberati dalle Emozioni... ascoltandole!

  Immagine generata da Gemini Emozioni: amiche o nemiche? La visione olistica Spesso, nella nostra società, le emozioni vengono viste come qualcosa di negativo, da reprimere o controllare. Ci viene insegnato a razionalizzare, a mantenere la calma, a non lasciarci travolgere. Ma cosa succederebbe se, invece di combatterle, imparassimo ad ascoltare le nostre emozioni? Le discipline olistiche, come lo yoga, la meditazione e il Reiki, offrono una prospettiva diversa. Considerano le emozioni come parte integrante del nostro essere, segnali preziosi che ci forniscono informazioni sul nostro stato interiore e sul nostro rapporto con il mondo. Emozioni: messaggere del nostro mondo interiore Secondo la visione olistica, ogni emozione, piacevole o spiacevole che sia, ha un suo scopo e un suo significato. La rabbia, ad esempio, può indicare che un nostro confine è stato violato; la tristezza può essere un segnale di lutto o di perdita; la paura può metterci in guardia da un pericolo. Reprime...

Omeopatia

Che cos'è l'omeopatia?
E' una terapia basata sulle proprietà terapeutiche naturali dell'organismo, e consiste nel dare al malato, a piccole dosi, la medesima sostanza che sperimentata sull'uomo sano, riproduce i sintomi osservati. L'omeopatia è fondata su due principi fondamentali: la legge dei simili e la dose infinitesimale (ramo della matematica che studia le teorie istituite sul concetto di limite). Il principio di somiglianza afferma che qualunque sostanza somministrata in forti dosi a una persona sana, può causare specifici disturbi; al contrario se somministrata a basse dosi, può far scomparire gli stessi disturbi presenti in un soggetto malato. Questa legge è stata pronunciata da Hahnemann, fondatore dell'omeopatia nel 1796, ma anche il grande Ippocrate (medico greco) aveva enunciato un principio simile. Ogni cura omeopatica agisce in maniera differente e in base al dosaggio. Il rimedio somministrato a piccole dosi causa nell'organismo una malattia artificiale che può battere la malattia naturale. Ma, per far si che questo accada, è essenziale che la cura omeopatica riproduca dei sintomi simili a quelli della malattia, cioè che sia affine alla malattia. Se la cura è stata data a dosi abbastanza minime, l'effetto primario e quasi nullo, al contrario, in dosi eccessive l'effetto secondario è in grado di provocare l'azione della forza vitale e di stroncare la malattia. Per esempio: l'arsenico ha una preferenza per il sistema nervoso e l'intestino, la belladonna per la gola e la pupilla, il fosforo per le cellule epatiche e il mercurio per le mucose. Riguardo alle cure tradizionali, l'omeopatia considera il malato come una cosa unica, nel suo stato attuale, nel suo trascorso personale e in quello ereditario; e la malattia, qualunque sia, deve essere integrata nella storia complessiva del soggetto e delle sue caratteristiche biologiche. Le cure omeopatiche sono formate da sostanze di origine vegetale, minerale e animale che sono sottoposte a due particolari sviluppi: la diluizione (diminuzione della concentrazione di una sostanza) e la succussione (scuotimento del corpo).       

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