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Intelligenza Emotiva: la bussola per navigare il mondo delle emozioni

  L'intelligenza emotiva (IE) è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri . Si tratta di una competenza fondamentale per vivere una vita felice e appagante, in quanto ci permette di: Costruire relazioni positive: L'intelligenza emotiva ci permette di comunicare in modo efficace, risolvere conflitti con assertività ed empatia, e costruire relazioni sane e durature con le persone che ci circondano. Raggiungere i propri obiettivi: Sapere gestire le proprie emozioni ci permette di rimanere concentrati, motivati e perseveranti nel perseguimento dei nostri obiettivi. Affrontare lo stress: L'intelligenza emotiva ci fornisce gli strumenti per gestire lo stress in modo efficace e prevenire il burnout. Migliorare il benessere mentale: Comprendere e gestire le nostre emozioni ci aiuta a vivere con maggiore serenità, felicità e appagamento. Come sviluppare l'intelligenza emotiva? Esistono diverse strategie che possiamo ...

I passaggi della Meditazione Vipassana - Parte 1

Precedentemente, ho parlato del primo passaggio della Meditazione Vipassana che riguardava la coscienza del corpo, della mente e delle emozioni. Il secondo passaggio, si concentra sulla respirazione, in particolare sul respiro della pancia. La tecnica del respiro della pancia è semplicissima, si ispira per immettere aria alla pancia e si espira per tirare fuori la stessa aria dalla pancia. Questo secondo passaggio, ha una sola azione: "la pancia"che si sposta su e giù con lo stesso effetto che danno gli altri passaggi della meditazione, la coscienza acquisita dal movimento della pancia, conduce nel silenzio della mente, anche il cuore riesce ad essere più silenzioso e le trasformazioni negative dell'umore spariscono. Nella Meditazione Vipassana, la pancia è considerata l'origine della vita (cerchio della vita) il bambino, tramite l'ombelico è legato alla vita della madre e acquisisce tutte le forze vitali del corpo. 

I passaggi della Meditazione Vipassana

Nella Meditazione Vipassana, ci sono tre passaggi di meditazione: la consapevolezza, il respiro e la consapevolezza del respiro. Nel primo passaggio di meditazione, la consapevolezza è concentrata sulle proprie azioni, sul proprio corpo, sulla propria mente e sul proprio cuore. In questo passaggio, il soggetto impara a diventare un osservatore di se stesso verso gli altri, la meditazione si concentra sull'insegnamento ad essere più coscienti con le azioni del proprio corpo. Ci fa percepire la differenza tra la coscienza nell'azione di muovere la mano - il movimento viene sentito totalmente dal corpo del soggetto e la stessa azione (movimento della mano), senza nessuna coscienza è come se fosse un'azione meccanica, non da nessuna sensazione. Per la mente ed il cuore, la Meditazione Vipassana, aiuta a diventare degli osservatori senza nessun coinvolgimento negativo, che porterebbe il soggetto ad uno stato di depressione. Se la Meditazione Vipassana è profonda e ben fatta, ...

Momenti di contemplazione - Meditazione Vipassana

Nella Meditazione Vipassana, ci sono una serie di percorsi spirituali, concentrati sul corpo (postura, respiro, azioni e parti del corpo stesso), sulle sensazioni individuali, sulla mente e i relativi oggetti mentali (i sensi). La Meditazione Vipassana, ha la dote di capire "cinque ostacoli - malizia, desiderio sessuale, apatia, ansia, dubbio", che si confrontano ai "sette fattori del risveglio - presenza mentale, investigazione dei fenomeni, risveglio dell'energia, la gioia, la serenità, la concentrazione, l'equilibrio. Esistono, nella Meditazione Vipassana, tre livelli di metodo per praticarla al meglio, che sono la consapevolezza, il respiro e la consapevolezza del respiro infatti, ognuno di essi, viene eseguito in base al tipo di malessere spirituale del soggetto che ne ha bisogno.

Thich Nhat Hauh

Le parole del maestro monaco buddhista Thich Nhat Hauh, ci dicono che la Meditazione Vipassana, non si è limitata a delle tecniche di terapia rimanendo seduti, ma sensibilizza ogni momento della vita quotidiana, aiutandoci a capire meglio se stessi e ad agire sulla frustrazione, insuccesso e rivalità che quasi sempre condizionano i rapporti con il prossimo. I concetti teorici principali della Meditazione Vipassana, si basano sulla teoria della "presenza mentale - primo e importante principio nella pratica buddhista".

Concetti fondamentali della Meditazione Vipassana

Il senso principale della Meditazione Vipassana è quello di dare all'apertura dell'origine naturale della mente e del corpo, il grado di liberazione, dalle idee impure che affliggono le menti. I religiosi e i laici, provenienti da tutte le nazioni, svolgono la Meditazione Vipassana, associandola alla tecnica pratica di auto-osservazione, che porta a un livello di purificazione della mente, pari alla coscienza di se stesso e del proprio corpo.

Meditazione Vipassana e la sua nascita

Nativa dell'India e conosciuta come una tecnica spirituale, la Meditazione Vipassana nel suo inizio, non faceva nessun riferimento a qualsiasi tipo di religione o in particolare, ad ogni criterio filosofico del periodo in corso. La discendenza della Meditazione Vipassana risale all'epoca del Buddhismo, ma "Gaudama Buddha - monaco buddhista, fondatore del Buddhismo" è stato il primo a scoprirla e a farla conoscere più di 2500 anni fa, la Meditazione Vipassana veniva utilizzata per risolvere i problemi di sofferenza spirituale.

Meditazione Vipassana e il suo significato

Il termine "Vipassana" è di origine Pali - Antica lingua medio - indiana, è stata la lingua dei libri buddhisti di base che letteralmente significa: "vedere in profondità"oppure "guardare le cose così come sono nella concretezza e non come si mostrano. La parola Vipassana, si scrive con davanti il prefisso "Vi" che significa "In uno stile speciale" e la radice "Passana" che nasce dal verbo "Pali - guardare". La meditazione Vipassana, ci comunica, in generale, una dei due gruppi primari del buddhismo theravada (scuola del buddhismo) che si pratica a ogni figura di meditazione buddhista avviata a cercare e capire le "Tre Caratteristiche" che formano la presenza di "dukkha - sofferenza e scontentezza", "anicca - incertezza e il non durare delle cose" e "anatta - il non concreto, la fragilità dell'io".