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Intelligenza Emotiva: la bussola per navigare il mondo delle emozioni

  L'intelligenza emotiva (IE) è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri . Si tratta di una competenza fondamentale per vivere una vita felice e appagante, in quanto ci permette di: Costruire relazioni positive: L'intelligenza emotiva ci permette di comunicare in modo efficace, risolvere conflitti con assertività ed empatia, e costruire relazioni sane e durature con le persone che ci circondano. Raggiungere i propri obiettivi: Sapere gestire le proprie emozioni ci permette di rimanere concentrati, motivati e perseveranti nel perseguimento dei nostri obiettivi. Affrontare lo stress: L'intelligenza emotiva ci fornisce gli strumenti per gestire lo stress in modo efficace e prevenire il burnout. Migliorare il benessere mentale: Comprendere e gestire le nostre emozioni ci aiuta a vivere con maggiore serenità, felicità e appagamento. Come sviluppare l'intelligenza emotiva? Esistono diverse strategie che possiamo ...

Peter Levine

Attraverso l'osservazione degli animali in natura che il dr. Peter Levine, fondatore di Somatic Experiencing, ha capito come il trauma fosse legato alla risposta di congelamento e alla mancata scarica della grande energia attivata, in risposta ad un trauma. Nel trascorrere della sua vita, per più di quarantanni, il dr. Peter Levine si è occupato degli effetti dello stress sul sistema nervoso e sul corpo umano, arrivando a progettare un sistema efficace e scientificamente fondato, esito della sua enorme esperienza e dello studio multidisciplinare di biologia, psicologia, etologia e neuroscienze. A livello biologico, dice il dr. Peter Levine, quello che conta è la sopravvivenza, indipendentemente da come la si raggiunga. Se, ne la lotta, ne la fuga sono in grado di garantirla, arrivano lo shock, l'immobilità, la dissociazione. La tecnica da lui progettata, si occupa proprio di liberare e ricolloca i livelli di energia e i vissuti rimasti bloccati, in maniera progressiva e sicu...

Somatic Experiencing e il suo funzionamento

Praticamente il lavoro con la tecnica Somatic Experiencing, prevede l'intervento di un facilitatore (professionista del settore) che, all'interno di un ambiente relazionale, accogliente, sicuro ed empatico, guidi il paziente che ha il compito di riconoscere, ascoltare, seguire le tracce delle sue sensazioni fisiche. Il facilitatore lo aiuterà a scongelare in maniera graduale e a facilitare la scarica delle risposte fisiche rimaste bloccate nella propria mente. Il principale obiettivo di ogni sessione di lavoro è quello di allenare il paziente a contattare, contenere ed elaborare, piccole parti dell'esperienza traumatica che si porta dentro da troppo tempo. In questo modo, il paziente avrà la possibilità di rinforzare le sue risorse, senza ricadere in una nuova traumatizzazione e potenzierà le presenti capacità di autoguarigione del suo sistema nervoso. Quello che succede praticando il Somatic Experiencing al paziente, che passo dopo passo, acquisirà gradualmente e delic...

Somatic Experiencing

Generalmente, quando si pensa ad un trauma, la mente recupera immagini di eventi, decisamente drammatici come ad esempio: un incidente stradale, un'aggressione o la perdita dolorosa di una persona cara e nella maggior parte dei casi, non vanno via facilmente. Ciò nonostante, possono formare esperienze traumatiche anche episodi o situazioni di vita considerati normalmente "comuni". Quello che caratterizza la drammaticità e il potenziale scioccante di un evento, infatti, non è l'evento stesso, ma dipende da come viene percepito e dalla capacità della nostra disposizione psicofisica di quel momento. Ciò che può turbare profondamente un soggetto di una certa cultura, ad esempio può lasciare indifferente un'altra persona che appartiene ad un ceto culturale diverso. Quello che fa la differenza è il bagaglio di potenzialità e di risposte che un soggetto ha, a sua disposizione, per far fronte a quello che accade, nel momento in cui accade. Il Somatic Experiencing è un ...

Pranopratica

Considerata la madre di tutte le tecniche energetiche, la Pranopratica da sempre è stata usata dall'uomo come un rimedio immediato per la cura di varie patologie fisiche. La più antica spiegazione dell'energia vitale; arriva dall'India e fa riferimento ad alcuni millenni prima di Cristo; è una tecnica non lesiva e non invasiva ed è adatta per ristabilire l'omeostasi (capacità degli organismi viventi di mantenere un equilibrio interno) che rappresenta l'equilibrio funzionale e vitale del nostro organismo. La Pranopratica è una delle tante discipline bionaturali che hanno come scopo, il mantenimento del recupero della vitalità e lo stato di benessere psicofisico del soggetto, per mezzo della reinformazione del campo bioenergetico o bioelettromagnetico. Un esempio di seduta di Pranopratica: l'operatore olistico mette le mani ad una distanza di 10 centimetri dal corpo del paziente, lavorando senza nessun contatto fisico. Non è una disciplina medica o paramedica m...

Sofrologia

Sofrologia dal greco - sos (armonia), phren (coscienza) e logos (studio) è una tecnica corporea che presagisce lo studio sulla coscienza in campo medico e sociale. Nata nel 1960 in Spagna, grazie al lavoro svolto dal neuropsichiatra colombiano Alfonso Caycedo, la Sofrologia è una disciplina che assicura di riportare armonia in tutte le sfere di cui si costituisce l'essere umano, vale a dire tanto il fisico quanto la mente. Questa terapia unisce tecniche di rilassamento occidentali con quelle tipiche della meditazione orientale. Lo studio sulla Sofrologia, attraverso le ricerche del Prof. Caycedo, la maniera di guarire i soggetti depressi e traumatizzati, usando il minor quantitativo di farmaci e vari trattamenti psichiatrici ha portato il Prof. Caycedo a studiare anche la coscienza umana. In principio sono state impiegate l'ipnosi clinica e tecniche di rilassamento occidentale (come il training autogeno e il rilassamento muscolare progressivo), poi è andato in Tibet, in Indi...

Jacques Benveniste

Che cos'è la memoria dell'acqua? Per memoria dell'acqua si intende la possibilità dell'acqua, in forma liquida, di conservare una "impronta" delle sostanze con la quale è venuta a contatto. L'immunologo francese Jacques Benveniste nel 1988, pubblicò, sulla rivista internazionale "Nature", i risultati di esperimenti che dimostravano come l'acqua fosse capace di mantenere una memoria-informazione di sostanze in essa disciolte o diluite. Simili risultati non solo avrebbero fornito una base scientifica ai principi della medicina omeopatica ma, soprattutto, avrebbero demolito consolidate conoscenze di fisica, di chimica e di medicina, obbligando ad una revisione e riscrittura di più informazioni. Anche se, la comunità scientifica avrebbe bocciato il lavoro di ricerca di Benveniste, egli insieme ai suoi gruppi, proseguì il suo lavoro di ricerca, incoraggiato dalla curiosità e dalla voglia di approfondimento di alcuni scienziati italiani.

Ipocondria

L'Ipocondria è l'angoscia collegata alla paura o la convinzione di avere una grave malattia fondata sulla sbagliata interpretazione di uno o più sintomi fisici. Si parla di Ipocondria (paura delle malattie) quando una completa valutazione medica ha escluso una qualsiasi sintomatica generale che possa spiegare i suoi disturbi fisici. I sintomi dell'Ipocondria sono collegati a preoccupazioni nei confronti delle funzioni corporee (battito cardiaco), alterazioni fisiche di lieve entità (piccola ferita o un lieve raffreddore) ed infine varie sensazioni fisiche vaghe (cuore affaticato e vene doloranti). Il soggetto ipocondriaco riconosce questi sintomi come una malattia sospettata ed è molto preoccupato per la causa e la diagnosi. Il soggetto ipocondriaco farà spesso, continue visite mediche, esami diagnostici, e cercherà sempre la rassicurazione da parte dei medici che in molti casi serve poco. I soggetti ipocondriaci si possono allarmare se leggono o sentono parlare di una c...