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Intelligenza Emotiva: la bussola per navigare il mondo delle emozioni

  L'intelligenza emotiva (IE) è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri . Si tratta di una competenza fondamentale per vivere una vita felice e appagante, in quanto ci permette di: Costruire relazioni positive: L'intelligenza emotiva ci permette di comunicare in modo efficace, risolvere conflitti con assertività ed empatia, e costruire relazioni sane e durature con le persone che ci circondano. Raggiungere i propri obiettivi: Sapere gestire le proprie emozioni ci permette di rimanere concentrati, motivati e perseveranti nel perseguimento dei nostri obiettivi. Affrontare lo stress: L'intelligenza emotiva ci fornisce gli strumenti per gestire lo stress in modo efficace e prevenire il burnout. Migliorare il benessere mentale: Comprendere e gestire le nostre emozioni ci aiuta a vivere con maggiore serenità, felicità e appagamento. Come sviluppare l'intelligenza emotiva? Esistono diverse strategie che possiamo ...

Linguaggio corporeo: sei destrimane o mancino?

Il mancinismo è un linguaggio corporeo che può essere percepito già dall'ottava settimana di vita intrauterina. Come riconoscere un mancino? Attraverso una serie di test si ha la possibilità di poter capire se un soggetto è destrimane o mancino. Il primo test è legato alla mano che si utilizza per scrivere. Questo però non è sufficiente a smascherare un mancinismo contrastato (forzata soppressione della naturale inclinazione all'uso della mano sinistra a favore di quella destra), per cui vanno fatti altri test di accompagnamento per verificare la lateralizzazione emisferica.  Test delle dita incrociate - consiste nell'invitare il soggetto a incrociare le dita della mano destra con quelle della mano sinistra e si osserva la posizione del pollice dominante; se il pollice sinistro sovrasta il destro, questo segno rimanda al mancinismo. Test dell'applauso - consiste nell'invitare il soggetto ad applaudire con una mano sopra e una sotto; se applaude ba...

L'inquadramento degli alimenti

L'Ayurveda non valuta la composizione chimica degli alimenti, ma li qualifica in base ai sei sapori: dolce, acido, salato, astringente, amaro e piccante che agiscono sulle rispettive energie. In questo antico ordine medico, i cibi sono odori e sapori che producono effetti diversi sul corpo e risultano alleati o nemici delle diverse costituzioni. Ecco la ripartizione dei cibi in base al sapore: Dolce - cereali, latte e latticini, frutta dolce, verdura cotta, zucchero. Acido - limone, arancia, ananas, frutto della passione (maracujà), ciliegia e susina; prodotti acidi del latte come lo yogurt, sostanze fermentate come il vino, l'aceto e la salsa di soia. Salato - sale e cibo salato. Piccante - peperoncino, pepe, mostarda, zenzero, cumino, chiodi di garofano, cardamomo, aglio, anice, cannella, curcuma, timo, origano e menta. Amaro - olive, pompelmo, cacao, cicoria, cetriolo amaro, spinaci, cavolo verde. Astringente - miele, noci, nocciole, legumi, verdura cruda, mela...

La massima degli Ipersensibili

" Tutto, Tanto, Sempre... " Tutto - Sentire ogni cosa, elaborare tutti i dettagli, considerare diverse alternative, provare tanti stati d'animo contemporaneamente, essere in contatto con se stessi e simultaneamente empatizzare con le altre persone, notare ciò che è esplicito e ciò che è implicito, elaborare le parole e il linguaggio non verbale. Tanto - Ogni stimolo viene percepito alla massima potenza. Un odore, un suono o un'emozione, piacevole o spiacevole che sia, per l'ipersensibili è un mare di sfaccettature di una ricchezza e complessità difficile da spiegare. Sempre - Si è continuamente accessi, a mille, fino a quando non ci si spegne per riposare (dormire) ma anche di notte il loro mondo interno lavora o perchè sfiniti vanno in crollo. 

Troppa sensibilità

I soggetti altamente sensibili, vengono spesso accusati di essere troppo emotivi, troppo sensibili, troppo timidi, praticamente sono soggetti che se la prendono "troppo!" Ma anche loro usano questo termine in senso negativo: c'è troppa gente, c'è troppo rumore, sono troppo stanca, ci sono rimasta troppo male. Semplicemente usiamo la parola troppo perchè si è raggiunto un limite oltre il quale non si riesce ad andare. Forse siamo arrivati a questo limite perchè non ci siamo ascoltati a sufficienza o perchè abbiamo trascurato dei segnali che il nostro corpo ci ha inviato tanto tempo prima. Quindi resta fondamentale ascoltarsi e concedersi del tempo per restare soli con se stessi, cercando di essere presenti alle proprie sensazioni e soprattutto ai propri bisogni fisici e mentali. Attenzione: la maggior parte delle volte la parola "troppo" può essere usata anche come arma di difesa e dunque tendiamo a isolarci troppo. L'equilibrio deve sempre far da gui...

Essere se stessi

Una persona altamente sensibile, nell'attimo in cui si apre e lascia le difese, sa arricchire gli altri, ma la maggior parte delle volte, sentendosi incompresa, si fa facilmente lasciare sconfiggere dalle situazioni, perdendo la fiducia in se stessa, pensando che alla fine andrà tutto bene. Il sentimento che prima nasce in una persona altamente sensibile è quello di sentirsi diverso, di avere qualcosa in più. Ma diversi da cosa? Diversi da chi? Nella storia si legge bene che è la maggioranza a fare la norma: e questo è stato l'errore in cui molti di noi hanno creduto. Obbligarci ad essere come gli altri solo perché gli altri sono più numerosi non porta nessun vantaggio. Ci dobbiamo ricordare che siamo il 20% della popolazione. La conseguenza di tutto questo è che invece di riconoscersi e apprezzarsi ci si costruisce un falso sé per sentirsi accolti, appartenere a un gruppo e sentirsi apprezzati e amati. Ma alla fine questo non porta altro che a un costante lavoro e spreco d...

Quanto siamo sensibili?

La psicologa e psicoterapeuta, specialista in Psicosomatica ed esperta in Bioenergetica, PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia) e Mindfulness, Nicoletta Travaini afferma che:" Stando alle statistiche, anche se i dati cambiano seguendo diverse variabili, una persona su cinque è molto sensibile, tre sono normosensibili e si distribuisco lungo una scala di continuità, e uno su cinque sarebbe non sensibile, mostrerebbe cioè una qualche forma di difficoltà nell'affettività e nella competenza empatica, un deficit, proprio, nella sensibilità "  Una sensibilità risaltata è un vero dono che si mostra fin dalla più tenera età quando un bambino preferisce fare giochi più intimisti e riflessivi, invece di giochi di squadra e magari più vivaci, quando si chiude nel proprio mondo fantastico, quando si rattrista profondamente per qualcosa di brutto o triste. E poi....con il progredire dell'età, pur modificando le responsabilità della vita, le problematiche e la visione del mon...

Sensibilità

L'essere sensibili molto spesso è ritenuto sinonimo di "debolezza" ma la sensibilità è al contrario un punto di forza che ci può far indicare il mondo e il prossimo in tutta la loro totalità. A volte per salvaguardarci da minacce esterne, o all'inverso per farci approvare dal mondo, tendiamo ad annientare parte della nostra personalità, in maniera tale da ratificare e far tacere quei tratti emblematici del nostro carattere che magari ci fanno vedere "diversi" agli occhi degli altri. Tratti emblematici che invece dovrebbero essere riconosciuti come un valore aggiunto perchè ci rendono unici. Un aspetto della personalità che parecchie volte viene abolito è quello della sensibilità, perchè è visto come un'arma in più che conferiamo agli altri per danneggiarci. Normalmente, chi è particolarmente sensibile risulta debole, remissivo, timoroso, ingenuo ecc....tutti aggettivi che di positivo hanno ben poco. La sensibilità, al contrario è un valore da custodi...